Pubblicato su dynastia.eu un dossier sull'articolo 12 della direttiva servizi, le petizioni europee, Natura 2000 e il caso Comacchio
Coralba Bonazza
Dynastia by CORALAB · 14 ottobre 2026
Comacchio – Non una battaglia contro la concorrenza, ma una richiesta di certezza del diritto, trasparenza e correttezza amministrativa.
È questo il filo conduttore del dossier pubblicato su dynastia.eu da Coralba Bonazza e dedicato all'applicazione dell'articolo 12 della direttiva 2006/123/CE alle concessioni demaniali marittime.
Il documento ricostruisce il percorso iniziato nel 2025 con la petizione europea n. 0191/2025, relativa alle concessioni balneari nelle aree Natura 2000, la successiva risposta della Commissione europea e la nuova petizione presentata nel 2026, incentrata su una domanda ancora aperta:
«Per anni il dibattito è stato concentrato quasi esclusivamente sul momento finale, cioè sulle gare – afferma Bonazza – ma l'articolo 12 della direttiva servizi parte da un presupposto preciso: il numero delle autorizzazioni deve essere limitato a causa della scarsità della risorsa. Prima di discutere della procedura, bisogna quindi dimostrare che quella scarsità esista davvero.»
La prima petizione europea aveva posto il tema del rapporto tra concessioni balneari e tutela delle aree Natura 2000. La Commissione europea, nella risposta del 12 giugno 2025, aveva escluso che la semplice presenza di vincoli ambientali potesse giustificare una deroga generalizzata alla direttiva servizi.
Ma quella stessa risposta aveva ribadito che l'articolo 12 opera quando il numero delle autorizzazioni disponibili è limitato a causa della scarsità delle aree demaniali interessate.
Da qui nasce la nuova iniziativa.
«La questione oggi è diversa – prosegue Bonazza – non chiediamo una deroga per Natura 2000. Chiediamo all'Unione europea di chiarire come si misura la scarsità, quali aree devono essere considerate realmente disponibili, come vanno trattati erosione, vincoli ambientali, aree non concedibili, spiagge libere, concessioni recuperabili e domanda effettiva degli operatori.»
Il dossier richiama anche la sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea nella causa C-348/22, Comune di Ginosa, che ha riconosciuto la possibilità di combinare un criterio nazionale con un'analisi riferita alla situazione concreta del territorio interessato.
Viene inoltre esaminata l'ordinanza C-574/25 del 10 luglio 2026, che non dichiara né una scarsità generalizzata né una generale abbondanza delle coste italiane, ma conferma la centralità dell'accertamento concreto della risorsa.
Particolare attenzione è dedicata al caso Comacchio.
Il Piano dell'Arenile comunale riportava una consistenza complessiva di 21.917 metri di arenile, suddivisi tra aree naturali, private, attrezzate, demaniali concessionate e demaniali libere.
Si tratta però di dati storici.
Ed è proprio questo il punto.
«Non sto sostenendo che oggi a Comacchio la risorsa sia certamente scarsa o non scarsa – precisa Bonazza – sto chiedendo quale sia la fotografia reale del 2026. Quanto arenile è realmente disponibile? Quanto è eroso? Quanto è vincolato? Quanto deve restare libero? Quanto è effettivamente accessibile e concedibile?»
Il dossier affronta anche il tema delle conseguenze amministrative e contabili delle decisioni assunte dai Comuni.
Alla luce delle recenti dichiarazioni pubbliche e del dibattito sulla possibile responsabilità degli enti locali, Bonazza sottolinea la necessità di distinguere il rischio dell'inerzia da quello di decisioni assunte senza un'istruttoria completa.
«Accelerare non significa decidere senza dati. Se la scarsità è un presupposto giuridico, quel presupposto deve essere documentato. Non può diventare un automatismo.»
La nuova petizione chiede pertanto alle istituzioni europee di chiarire:
La sintesi del dossier è racchiusa in quattro passaggi:
Prima i dati.
Poi l'accertamento della scarsità.
Poi il diritto applicabile.
Infine le decisioni.
«Non il contrario», conclude Bonazza.
Il dossier completo sarà consultabile su dynastia.eu, nella sezione Dossier e Istituzioni, con i collegamenti alle fonti ufficiali europee, alle pronunce della Corte di giustizia, alle petizioni e ai documenti richiamati.
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